Angry faceAngry faceAngry faceAngry faceAngry faceAngry face
Benvenuti nel blog dedicato interamente alla BIANCOSCUDATA...vuole essere un contenitore di notizie,aggiornamenti e riflessioni sul nuovo percorso intrapreso il 23 Marzo 2009 dall'Acr Messina verso la rinascita calcistica della nostra città.

14/07/2017 A.C.R. Messina rinuncia a presentare ricorso avverso mancata iscrizione al campionato di Serie C...e' l'ULTIMO RESPIRO...il presente contenitore cessa gli aggiornamenti...grazie a quanti in questi anni ci hanno seguito...!!!

Acr MESSINA...fino all'ultimo respiro !!!

Esiste un luogo dove il mito si confonde con la realtà e dove il tempo sembra essersi fermato per lasciare una traccia indelebile nell'anima degli uomini. Questo luogo è Messina...nn è solo memoria,ma qualcosa di più forte,di più grande,di più emozionante...è il senso di appartenenza a una comunità,che pur vinta spesso da un destino avverso,è sempre riuscita a trovare la forza di risorgere e di affermare il suo orgoglio di esistere...
Piero Ortega


GRAZIE !!!



giovedì 6 ottobre 2016

CHIAREZZA PLEASE...

Messina, è l'ora delle decisioni improcrastinabili
Giunti a metà della settimana che precede il derby Catania-Messina, il tifoso biancoscudato dovrebbe essere in fibrillazione alla ricerca del tagliando di ingresso per il Cibali, visto che, finalmente, dopo un decennio, le uniche limitazioni alla trasferta riguardano il viaggio, da fare in pullman organizzati e lungo un tragitto programmato e vigilato dalle forze dell’ordine. I punti vendita abilitati dovrebbero essere presi di assalto da tutti coloro i quali farebbero qualsiasi sacrificio pur di non perdersi la possibilità di sostenere il Messina in una sfida che non potrà mai essere “una partita come tutte le altre”. La squadra, magari in silenzio stampa per aumentare la concentrazione in vista del match, dovrebbe preparare schemi, movimenti, studiare l’avversario e dosare nel giusto mix tensione e motivazioni per arrivare carica come una molla alle 16.30 di domenica prossima. I media locali non farebbero nessuna fatica a preparare pezzi a tema tattico o di costume, rievocare le sfide del passato, scavare nelle statistiche per trovare il precedente più curioso o l’ultima vittoria del Messina nello stadio etneo. Domenica mattina, tutti si sarebbero dedicati alle scaramanzie di rito per ingraziarsi le volubili divinità calcistiche e illudersi di avere un ruolo decisivo sul risultato finale. E poi, qualunque fosse stato il responso del campo, ci si sarebbe proiettati alla gara di ritorno, per bissare la superiorità del proprio vessillo o cercare la rivincita. Invece, questo Catania-Messina, così come il Derby dello Stretto giocato al Granillo poco più di un mese fa, non ha nemmeno lontanamente le caratteristiche dell’evento, giunge quasi in sordina, non per il silenzio stampa attuato da entrambe le contendenti, quanto per l’atmosfera dimessa che rispecchia la mediocrità del periodo storico attualmente vissuto, non solo in ambito calcistico, dalle due città. Il Catania, dopo la caduta verticale dal paradiso di tanti anni di Serie A di buon livello, ha corso il rischio concreto di sparire dalla mappa del calcio italiano per il coinvolgimento nel calcio scommesse e per un tracollo finanziario che lo ha portato a un passo dal fallimento. Il Messina non riesce più a svegliarsi dal trauma di quella estate del 2008, quando la famiglia Franza decise di non iscrivere la squadra in Serie B, decretando un inesorabile calo di passione e di partecipazione della città verso la propria squadra, solo in rari episodi e per singoli eventi risvegliata per poi subito ritornare ad essere sepolta sotto una coltre di rassegnazione e disillusione. A Catania, Pietro Lo Monaco porta avanti il solito canovaccio del silenzio stampa per non fare distrarre il gruppo, e rilascia le consuete dichiarazioni sulla poca importanza della partita con il Messina, perché “il vero derby è quello con il Palermo”. A Messina, invece, si recita ormai a soggetto, con una società il cui Presidente si abbandona a telefonate fiume in TV o interviste nella radio “aziendale” per distribuire colpe, responsabilità, lanciare accuse, proclami, esporre prese di posizione. Tutto smentito, ribadito o ritrattato a stretto giro di posta e alternato alla ormai ripetitivo botta e risposta a colpi di comunicati stampa tra l’Acr e il proprio contendente di turno, sia esso un potenziale acquirente, oppure un allenatore dimissionario o dimissionato o esonerato, o un direttore generale più o meno “abusivo”, o, infine, uno dei tanti direttori sportivi portati sull’altare e, molto velocemente, rispediti nella polvere. La polemica con l’Università di Messina per la traumatica conclusione del rapporto di collaborazione con le strutture sanitarie della Cittadella Sportiva, vero fiore all’occhiello della città, il valzer dei responsabili del settore medico o di quello legale, sono solo gli ultimi anelli di un rosario di decisioni, vicende, problematiche che rivelano una sola esigenza, certamente improcrastinabile, più della sospensione della gara con la Paganese, come recitava cripticamente il comunicato stampa n.87 della società giallorossa. Serve fare chiarezza, abbandonare la sindrome di accerchiamento, le teorie del complotto, l’ansia dello scaricabarile, tutti atteggiamenti che hanno isoltato l’attuale proprietà e diviso lo zoccolo duro della tifoseria. Dopo la sfida del Cibali e indipendentemente dal risultato, è necessario che ci sia uno scatto di orgoglio generale per trovare una soluzione a questa situazione di stallo nella gestione societaria e nell’ambiente, senza rivendicare primogeniture o il possesso di territori o di rendite ormai ridotte a piccoli orticelli aridi o sacchetti di monete fuori corso. Soprattutto coinvolgendo tutti quelli che tengono alla biancoscudata e, come un innamorato deluso, si è allontanato per non continuare a soffrire. Ma non ha mai smesso, nel suo cuore, di gridare forza Messina... sempre!!!
Davide Mangiapane

0 commenti:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.