Clima bollente in casa Messina: per il bene della maglia, no al tafazzismo!
Più 7 sulla zona playout, un bel pari ottenuto a Matera e la consapevolezza che, nonostante una settimana difficilissima, il gruppo del Messina quando tira fuori gli attributi, il cuore e la grinta può fare risultato su ogni campo. Pensando solo al rettangolo verde ci sarebbero tutti gli ingredienti per trascorrere una parte finale di stagione con il vento il poppa e con il sorriso sulle labbra, ma in casa biancoscudata il momento è davvero delicato: il contorno della sfida con la Paganese, la presenza in tribuna di un uomo come Pasquale Leonardo, le seguenti interviste bollenti del presidente Stracuzzi hanno lasciato strascichi molto pesanti. Il direttore sportivo Christian Argurio, il direttore generale Lello Manfredi, gli uomini dell’area comunicazione Fabio Formisano e Vittorio Fiumanò hanno presentato in blocco le proprie dimissioni che, però, sono già state rispedite al mittente. Un gesto che sarà confermato anche nel Consiglio d'Amministrazione in programma quest’oggi ma che dovrebbe essere respinto ancora una volta. Va da sé che il clima in seno al Messina non è per nulla sereno ed è difficile in questo momento indicare uno o più colpevoli o capire i motivi esatti di questo momento così duro. A questo punto è facile immaginare una settimana estremamente complicata, con il gruppo che dovrà preparare una gara importante come quella con la Fidelis Andria (che potrebbe mettere l’ennesimo mattoncino nella virtuale conquista della salvezza) in mezzo alla confusione più totale. Lello Di Napoli e il suo staff dovranno essere bravi a isolare dal gruppo da tutto ciò che accade all’esterno, per concentrarsi nel miglior modo possibile verso la sfida contro i pugliesi. Per il bene della maglia biancoscudata e per quei tifosi sani che sostengono incessantemente il Messina, sarebbe il caso che si seppellisse l’ascia di guerra per tirarla fuori dalla sabbia a obiettivo raggiunto. In questo momento tutti, con il presidente e i suoi consiglieri in testa, farebbero bene a rispettare i propri ruoli senza invadere quei campi desinati al lavoro di altri uomini. Che poi, pensando ad Argurio e Manfredi, sono sempre stati presentati come dei “top” assoluti per la piazza e la categoria.
messinanelpallone


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