Cosenza-Messina, l’anonimo dinapoliano
Il dubbio sarà venuto a tutti, anche a quelli che non lo ammetteranno mai. E sarà così fino al termine della stagione. Il Messina di Raffaele Di Napoli è in realtà lo stesso di quello di Arturo? Nessuna critica preventiva o voglia di mettere in discussione la libertà di Raffaele Di Napoli, ma è lecito porsi domande a volte anche antipatiche. Il campo, amava dire Arturo, è il giudice supremo. Lo sarà anche per il calcio secondo Raffaele. Uomini e schemi non saranno indicativi, lo saranno concetti ed interpretazione. A Cosenza ci avviamo col dubbio di quale Di Napoli avrà inciso nella preparazione alla partita. Concessione che ci facciamo senza accettare facili posizioni. Il Cosenza è avversario tosto e vecchio stampo. Solido dietro e spietato in attacco, costruito con l’intelligenza di un mister navigato come Roselli che in Calabria ci lavora già dallo scorso anno. Arrighini la punta di diamante, ma dietro di lui c’è un gruppo di calciatori dal futuro assicurato. Raffaele Di Napoli sembra orientato a confermare uomini e schemi visti in questi mesi. Lo spazio per i nuovi ci sarà ma graduale. In porta Berardi appare favorito sull’incerto Addario mentre in difesa se Burzigotti recupera non ci saranno sorprese. Idem a centrocampo dove il trio Giorgione-Baccolo-Fornito sembra aver trovato il giusto feeling. In avanti l’addio silenzioso di Leonetti lascia lo spazio al ritorno da titolare di Diogo Tavares insieme a Gustavo e Salvemini. Ancora out Bramati, Padulano e Cocuzza.
cornermessina


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